Il nazismo

 


IL NAZISMO IN GERMANIA

In Germania Hitler espose nell’opera Mein Kampf (1925-27) le sue teorie: promuovere una rinascita spirituale tedesca basata sulla revisione del trattato di Versailles, fondare il Terzo Reich unificando tutti i territori europei con popolazioni tedesche (Grande Germania), superiorità della razza arianogermanica e lotta all’Ebraismo, inteso come capro espiatorio dei mali della società (da esso, secondo Hitler, si erano generati il marxismo, il liberalismo e la democrazia). Il Nazismo trovò terreno fertile in ampi strati di popolazione colpiti dalla minaccia rivoluzionaria comunista e dal succedersi di pesanti crisi economiche negli anni ’20.

 

 


In Germania, fallito il golpe del 1923 che lo aveva visto coinvolto, Hitler fu arrestato. Scontati pochi mesi di detenzione, operò per fare del Partito Nazionalsocialista Operaio (di cui era il capo o Führer) una forza legale. Nel frattempo, la Repubblica di Weimar tentava di consolidarsi. Gli Stati Uniti, per consentire alla Germania di pagare l’indennità di guerra (132 miliardi di marchi oro), proposero ingenti prestiti con il Piano Dawes (1924). L’industria tedesca riprese così fiato. 

Il 28 febbraio 1925 morì il presidente Ebert (eletto nel 1919 a Weimar): gli successe il conservatore Hindenburg. Proprio mentre il Paese sembrava aver imboccato la via della ripresa, sopraggiunse la crisi del 1929. L’esasperazione suscitata in vasti strati della popolazione fu sfruttata politicamente dai nazisti. Dal 1930 al novembre 1932 si susseguirono elezioni che videro il Partito Nazionalsocialista lievitare fino al 37% dei voti (luglio 1932), quindi assestarsi a poco più del 30% (novembre 1932). 

Il 30 gennaio 1933 il presidente Hindenburg offrì a Hitler il cancellierato: finiva la Repubblica di Weimar. Il leader nazionalsocialista guidò fino alle elezioni di marzo un governo di coalizione conservatore.
 

 


Il 14 luglio 1933, chiesti e ottenuti dal Parlamento tutti i poteri, il governo emise una legge che faceva del Partito nazionalsocialista l’unico partito della Germania: iniziò così la dittatura nazista. Fu quindi costituito un forte apparato poliziesco, con la Gestapo (Geheime Staats-Polizei, polizia di Stato segreta) e le SS (Schutzstaffeln, guardia personale di Hitler), che si affiancarono alle SA (Sturmabteilungen, reparti d’assalto) istituite nel 1921. Quando le SA pretesero di sostituire l’esercito nazionale, costituendo di fatto un potere autonomo sottratto al controllo dello Stato, Hitler ne fece liquidare i capi (30 giugno1934, notte dei lunghi coltelli)

Il 2 agosto seguente Hindenburg morì e Hitler fu proclamato cancelliere e presidente. Immediatamente egli procedette alla nazificazione del Paese e intensificò la lotta antiebraica. La cultura venne messa sotto controllo dal ministro della propaganda e informazione Joseph Goebbels. Gli oppositori furono internati nei campi di concentramento.
 

 

 

L’economia del Paese fu posta al servizio dello Stato che procedette a un forte riarmo in vista della conquista dello “spazio vitale”. Nella notte tra il 9 e il 10 novembre 1938, dopo l’assassinio di un diplomatico tedesco a Parigi per mano di un cittadino di origini ebraiche, vi furono devastazioni di proprietà ebraiche, assalti a sinagoghe e uccisioni (notte dei cristalli).
Nello stesso anno Hitler iniziò a esprimersi sull’esigenza di trovare una soluzione definitiva (la “soluzione finale”) al problema ebraico; contemporaneamente, anche in Italia il regime approvò una legislazione antisemita (1938). 

 

 

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